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La storia della mia FIAT 125 S

Quest'auto appartiene da sempre alla mia famiglia. Mio nonno paterno , l'acquistò infatti da nuova il 24 marzo 1969 presso la concessionaria Fait della mia città e per anni è stata fedelmente al servizio della famiglia dapprima accompagnando mio nonno in alcuni viaggi di rappresentanza per la sua azienda (era infatti un rappresentante di vini) poi adoperata dai miei genitori e dai miei zii per i loro viaggi di nozze e poi ancora da mio padre per i nostri viaggi. Tutto questo proseguì fino alla metà del 1983, quando mio nonno, decise che era venuto il momento di comprare una vettura più piccola da adoperare più facilmente in città.

E così la mitica 125 venne messa a riposo in garage senza più essere neanche messa in moto. Gli anni passavano ed io che ero allora poco più di un bambino , ma già appassionato di auto e motori chiedevo con insistenza a mio nonno di risvegliare dal letargo la  "bella addormentata". . Passarono tre anni, ma alla fine dopo tanta insistenza riuscii a convincerlo a ripristinarla, complice anche mio padre che era rimasto momentaneamente senza auto, causa la vendita della nostra Uno. Ma il sogno durò tre giorni perchè la batteria uscita da tre anni di inattività non tenne la ricarica eseguitale dal meccanico e questo bastò perchè mio nonno decidette di ricoverarla nuovamente in garage.

Passarono altri sei anni durante i quali tentai in tutti i modi di fargliela ripristinare ma invano. Però ottenni la promessa che al compimento dei diciotto anni la macchina sarebbe diventata mia. Nel frattempo a dicembre del 1987 acquisti il primo numero di quello che per per me sarebbe diventato più di un amico: "Ruoteclassiche". E fu proprio grazie a lui che presi conoscenza delle auto d'epoca e dei loro segreti e mi resi conto di averne anche io una in garage che pazientemente aspettava che la riportassi sulla strada.

E così facendo anche pressione su papà, decidemmo di provare noi a rimetterla in moto. Provammo a togliere le candele ma esse non volevano saperne di muoversi, così provammo a scaldarle con la fiammella di un cerino e ci riuscimmo a toglierne due su quattro. Peccato che nel provare a togliere il filtro aria per accedere alle candele un bulloncino finì nel carburatore e quindi in un cilindro!Riuscimmo comunque a metterla in moto ma si sentiva un battito molto forte causato dal famoso bullone. Decidemmo perciò di tirarla fuori dal garage e di portarla in officina. Il 9 maggio del 1992 la trainammo in officina dove il meccanico provvidde a smontare la testa del motore e ad eliminare il famoso bullone a sostituire le valvole di scarico bucherellate per il non uso.

A quella prima visita in officina ne seguirono ben presto tante altre, perchè i dieci anni di abbandono pesavano parecchio, e perchè alla luce dell'esperienza ormai acquisita i lavori non venivano eseguiti con giusta cognizione di causa e ciò comportava spese urgenti e continue discussioni in famiglia (anche perchè io allora non potevo ancora permettermi certe spese e pagava mio padre). Comunque nel 1994 mio nonno decise definitivamente di intestarmi la vettura di cui pian piano iniziavo sempre più spesso a prendermene cura personalmente. Da allora, non mi ha mai dato più alcun problema e usarla mi emoziona sempre come la prima volta sia per le sue ancora oggi ottime prestazioni sia perchè mi ricorda luoghi e persone che ormai non ci sono più e che sono sempre nel mio cuore, primo tra tutti mio nonno al quale ero legatissimo.

 

 

 

 

  

  

 

Caratteristiche tecniche

Motore: anteriore longitudinale 4 cilindri in linea, alesaggio x corsa 80 x 80, cilindrata 1608 cc
potenza max. 100 cv DIN a 6200 giri/min., coppia max 13 Kg/m, rapporto di compressione 8,8÷1, distribuzione con due alberi a canne in testa comando a cinghia dentata, alimentazione a pompa meccanica, carburatore doppio corpo Weber 34 DCHE 4 o Solex C34 PAIA 6, filtro aria a secco, raffreddamento ad acqua con pompa centrifuga e ventilatore a comando elettro- magnetico, accensione a spinterogeno, lubrificazione forzata con pompa olio a ingranaggi,  filtro a cartuccia portata totale , impianto elettrico a 12 volt negativo a massa alternatore 770 W motorino avviamento a innesto elettromagnetico.
 

Trasmissione: cambio a cinque marce tutte sincronizzate (sincronizzatori Porsche), comando a leva centrale, frizione monodisco a secco, comando meccanico, trasmissione ad albero sdoppiato, rapporto al ponte 10/41, coppia conica ipoide, ruote 5Jx13, preumatici 175 SR13.

Impianto frenante e sterzo: freni a disco sulle quattro ruote, limitatore di frenata sulle ruote posteriori, doppio circuito frenante , freno a mano agente sulle ruote posteriori, servo freno a depressione, sterzo a vite e rullo con smorzatore idraulico delle vibrazioni.

Carrozzeria: berlina con scocca portante, quattro porte, tre volumi.

Sospensioni: a ruote indipendenti con bracci oscillanti, molle ad elica, ammortizzatori idraulici telescopici, barra stabilizzatrice con puntoni di reazione per bracci inferiori, snodi a lubrificazione permanente, sospensioni posteriori ad assale rigido molle a balestra e tiranti longitudinali di reazione.

Carburante: consumo normalizzato 9,8 litri x 100 Km., serbatoio carburante 50 litri

Dimensioni e pesi: lunghezza 4,22 m larghezza 1,37 m, altezza 1,42 m, peso in ordine di marcia 1055 Kg .

Prestazioni: velocità massia circa 170 Km/h in quinta marcia.
 

 

Galleria fotografica

 

      

     

 

Impressioni e giudizi

PRO

- prestazioni brillanti
- ottime finiture
- vettura di prestigio con ricco palmares sportivo (numero vittorie nei relly)
- fu l'avversaria più temibile dell' Alfa Romeo Giulia Super
- cambio ottimo
- ottima tenuta di strada.


CONTRO

- consumo un po elevato
- la corrozzeria teme la ruggine
- la frenata tende un po a sregolarsi e purtroppo a volte tende a tirare da una parte o dall'altra
- gli snodi delle sospensioni tendono ad usurarsi precariamente

I consigli del collezionista

La Fiat 125 è un macchina sostanzialmente sana e progettata con cura, sfruttando tutte le componenti più collaudate in quel momento disponibili in Fiat pertanto può essere mantenuta in perfetta efficienza non richiede molte attenzioni.
La carrozeria va trattata almeno un paio di volte all'anno con cera ai siliconi e gli scatolati vanno trattati con gli appositi oli cerosi. Per il motore che se ben trattato è di una rubustezza proverbiale basta ricordarsi di cambiare almeno un volta all'anno l'olio e il relativo filtro e di controllare di tanto in tanto il gioco delle valvole e la fase di accensione.
Ricordarsi di di sostituire ogni 40.000 Km o al massimo ogni 3 anni la cinghia di distribuzionee il relativo cuscinetto.
Molta attenzione richiede il piccolo ingranaggio posto tra spinterogeno e pompa olio che tende a usurarsi precocemente: Va cambiato almeno ogni 50.000 Km. Molta attenzione richiede l'impianto frenante che va ispezionato spesso perchè tende a manifestare spesso la tendenza a tirare da un parte. Molta attenzione richiede anche l'avantreno a causa delle frequenti usure dei perni sferici dei bracci oscillanti che vanno controllati spesso.
Anche le gomme anteriori tendono a consumarsi irregolarmente e quindi la convergenza va controllata almeno una volta all'anno.
Inoltre va controllato spesso il livello olio nella scatola sterzo perchè il paraolio inferiore tende a perdere spesso. Si può rimediare a questa scocciatura sostituendo l'olio (lo stesso del cambio) con grasso per cuscinetti alla prima occasione.

 

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Copyright 2011 - Ultimo aggiornamento 26.05.2013